Storie di Halloween per bambini

Durante la Festa di Halloween e in particolare la sera del 31 ottobre, per festeggiare degnamente, i bambini adorano farsi raccontare storie da paura. Ne abbiamo selezionate alcune, da quella divertente e molto amata dai bambini del Fantasma formaggino, alla leggenda di Jack O’Lantern che vaga con una zucca illuminata, o all’inquietante sposa fantasma. Storie da paura per Halloween, adatte ai bambini della scuola primaria e della scuola dell’infanzia, da raccontare non senza avere prima creato la giusta atmosfera…

La storia di Jack O’Lantern

Molti ma molti anni fa, in Irlanda, viveva un uomo di nome Jack. Era un tipo molto schivo che passava tutto il tempo nelle taverne del suo paesino per lo più a bere. Era un uomo molto avaro, e per questo al suo tavolo era sempre solo, perché non voleva mai offrire da bere a nessuno. Per lo stesso motivo, da anni rifiutava ogni invito per paura che poi avrebbe dovuto ricambiare.
Quando, ormai vecchio, arrivò il momento di morire, Jack era ancora solo. In tutta la sua vita non aveva mai avuto un amico. Anche al suo funerale non andò nessuno, oltre al prete e al becchino. Così Jack fu sepolto e la sua anima salì al cielo. Si presentò alla porta del Paradiso e chiese di poter entrare. San Pietro, però, lo cacciò via a causa della sua avarizia, e gli consigliò di provare alla porta dell’Inferno.
Così Jack si presentò dal Diavolo, chiedendo almeno lì di esser lasciato entrare. Anche il Diavolo, però, non lo voleva e anzi lo cacciò via in malo modo, tirandogli dietro tizzoni ardenti. A causa del buio che lo circondava in quel luogo, fuori sia da Inferno che Paradiso, Jack fu costretto a raccogliere uno di questi tizzoni e a infilarlo in una zucca che trovò sul suo cammino, per farsi luce.
In questo modo ritornò sulla Terra, visto che nessuno lo voleva. E da allora vaga di casa in casa, di notte, con la sua lanterna sempre accesa, cercando ospitalità. Così, se in una notte molto buia doveste vedere una piccola luce arrivare da lontano, state molto attenti: si potrebbe trattare dell’anima perduta di Jack O’ Lantern!

Il cavaliere senza testa

In una notte d’inverno, un uomo stava camminando per la strada che dalla taverna conduceva verso casa sua. Il percorso costeggiava a un certo punto il cimitero di Sleepy Hollow, dove la leggenda raccontava che era sepolto un soldato tedesco senza testa che aveva combattuto contro i rivoluzionari americani.
La strada verso casa era lunga e, nonostante il clima si fosse un po’ riscaldato nei giorni precedenti, per terra rimaneva ancora un po’ di neve. L’uomo pensò quindi di attraversare il cimitero per accorciare la strada, anche se la cosa gli metteva un po’ di paura. C’era buio pesto e l’unica luce veniva dalla sua lanterna.
Mentre la paura continuava a invaderlo, vide lontano una luce. Avvicinandosi, si rese però conto che proveniva da una tomba senza nome, da cui dopo poco emerse un fuoco che si trasformò rapidamente in una figura. Era il cavallo con sopra un cavaliere senza testa di cui aveva sentito parlare tante volte alla taverna!
L’uomo cacciò un urlo terribile e si mise a correre, incespicando nella neve. Sentiva il galoppo del cavallo alle sue spalle, ma mantenne la lucidità necessaria nel cercare un ponte, perché le leggende dicevano che gli spiriti avevano timore di passare sopra all’acqua. Lo raggiunse e lo superò, quasi rotolando nel fango, prima di riuscire a dare una seconda occhiata al cavaliere, che indossava un’uniforme militare.
L’uomo rimase nascosto per un’ora nei cespugli, ma nulla accadde. Alla fine si fece coraggio e uscì, avviandosi velocemente verso casa tramite la strada più lunga. Giunto a destinazione, raccontò tutto alla moglie e nel giro di qualche giorno la vallata conobbe quello che era accaduto. C’era chi sosteneva che il fantasma si fosse sollevato per cercare la sua testa, persa in battaglia, e chi invece diceva che ritornasse per combattere. Ma da allora nessuno osò più avventurarsi di notte nel cimitero di Sleepy Hollow…

Il Fantasma Formaggino

C’erano una volta tre bambini che si chiamavano Luigi, Marco e Luca. Un giorno Luigi, il più spavaldo dei tre propose agli altri bambini di andare a passare la notte nella casa diroccata in fondo alla strada, nella quale si raccontava abitassero dei fantasmi. Era una grande casa scura, con i vetri rotti, le porte cigolanti, e un’edera che copriva quasi tutti i muri esterni; la casa si trovava in fondo ad uno scuro viale dietro un cancello arrugginito ed i bambini della zona che erano costretti a passare lì davanti per andare a scuola, per la paura, cambiavano marciapiede.
Marco e Luca avevano paura ma non volevano farlo vedere e così accettarono la proposta dell’amico e la sera di Halloween si ritrovarono davanti al vecchio cancello arrugginito.
Entrarono nel giardino abbandonato passando per un buco della recinzione e cominciarono a camminare lungo il piccolo viale coperto di ghiaia. Ad ogni passo avevano la sensazione di essere seguiti, era come se sentissero dei passi, ma appena provavano a sbirciare con la coda dell’occhio non vedevano proprio nessuno. Senza dirsi nulla i tre si fecero sempre più vicini.
Il primo a mettere piede oltre la porta d’ingresso fu Luigi, subito il vecchio pavimento di legno scricchiolò. I tre rabbrividirono, e alla luce di una torcia salirono su per le scale e si infilarono nella prima stanza che trovarono aperta. La porta si chiuse dietro le loro spalle sbattendo forte ed i tre sussultarono atterriti. Nessuno però voleva cedere per primo, così estrassero i loro sacchi a pelo dagli zaini, ci si infilarono e si sistemarono a terra per dormire.
Ogni rumore, ogni scricchiolio, ogni alito di vento li spaventava a morte. Poi, inoltrandosi nella notte, il sonno prese piano il sopravvento e si addormentarono.
Furono svegliati di soprassalto a mezzanotte in punto dalla pendola che suonava le ore. Un battito, poi un altro, un altro ancora, ma lo scricchiolio che sentirono questa volta era diverso, più ritmato, non sembrava prodotto dal vento che soffiava tra le imposte, era proprio un rumore di passi. Seguito da cigolio di catene e ferri che sbattevano e un ululato che fece venire i brividi. Si strinsero tutti e tre l’uno con l’altro mentre i rumori si facevano sempre più forti. Chiunque stesse facendo quel baccano si stava avvicinando.
La porta si spalancò. Un vento gelido li avvolse. Una luce bianca e un ululato…
“Chi sei?!” Chiese Luigi atterrito.
“UHUHUHUH! Soooonoooo il faaaaantaaaaasmaaaa foooormaggiiiinoooo!”
A quel punto Luca si alzò in piedi ed urlò: “Ueh! Fantasma Formaggino! Se non te ne vai subito ti spalmo sul panino!”

Il fantasma della sposa

Sulla Suscon Road, in Pennsylvania, sotto quello che è chiamato il Susquehanna Railroad Bridge, è nata una leggenda che riguarda una sposa fantasma.
La leggenda narra che una donna, dopo essere stata abbandonata sull’altare, si impiccò su quel ponte, lanciando un urlo straziante. È, ancora oggi, possibile vedere il suo fantasma ma bisogna seguire un certo rituale: attraversare il ponte, spegnere la macchina, appoggiare le chiavi sul tetto di essa, e aspettare. A quel punto, una donna con i piedi palmati, lunghi artigli e un’enorme testa apparirà riflessa nello specchietto retrovisore, urlando all’infinito.

Gerardo e la candela

C’era una volta, molto tempo fa, un uomo che si chiamava Gerardo. Odiava tutti e quindi avevo deciso di vivere isolato in cima ad una montagna. Abitava in un cupo castello dove c’era sempre buio e dove pioveva sempre sia in primavera che d’inverno. La gente lo evitata e si diceva che di notte l’uomo andasse in un campo di zucche per raccoglierle tutte e portarsele a casa. Si cibava solo di quelle: succo di zucca, pasta alla zucca, ravioli di zucca, marmellata di zucca…
Un giorno si spensero le candele del castello e Gerardo aveva finito tutti i fiammiferi e così decise di scendere giù nei sotterranei, dove sapeva che era rimasta almeno una candela ed un fiammifero. Scese nel buio e a tastoni trovò il tavolo dove c’era sopra la candela con accanto il fiammifero.
Gerardo l’accese e, non sapendo dove appoggiarla, la mise dentro ad una delle tante zucche vuote di cui i sotterranei del castello erano pieni. Gerardo non sapeva di avere in mano una candela proibita: chiunque la toccasse poteva esaudire un desiderio. Il desiderio dell’uomo era sempre stato quello di spaventare tutta la gente che sparlava di lui. Detto e fatto, Gerardo si trasformò in una strega.
Salì su una scopa magica e partì per raggiungere il paese. Atterrò davanti alla porta di una delle tante case e bussò tre volte di seguito. Aprirono due bambini che si trovarono di fronte ad un’orrenda strega. Gerardo pronunciò parole magiche per trasformare i bambini in topolini, ma la magia non funzionò perché le magie cattive non avevano potere sui bambini.
Gerardo si zittì ed i bambini non sapendo cosa fare gli offrirono dei cioccolatini e gli fecero compagnia. L’uomo allora regalò loro la candela dentro la zucca e gli insegnò la formula magica. E i bambini decisero di usarla non per trasformare le persone ma per ottenere qualche dolcetto in più.