La plastica nel cibo che mangiamo spiegata ai bambini

Un mondo di plastica

Non solo tartarughe e pesci mangiano la plastica ma anche noi uomini. Ogni anno quasi 8 milioni di tonnellate di plastica provenienti da tutti i continenti si ritrovano in mare. Abbandonati sulle spiagge, galleggianti sulla superficie delle acque o ammonticchiati sui fondali (fondo del mare) questi rifiuti creano vaste aree galleggianti di plastica. Secondo uno studio dell’Università dell’Australia, però, anche noi ingeriamo un quarto di chilo di plastica all’anno, plastica che troviamo nell’acqua del rubinetto, nel sale, nella birra e quando “gustiamo” i frutti di mare.
I pesci che noi mangiamoinghiottono una quantità di plastica sempre maggiore e accumulano così sostanze pericolose.

Quali soluzioni?

Alcune grandi aziende si stanno impegnando a ridurre l’uso della plastica ripartendo da nuovi materiali, regole e nuove tecnologie; è necessario riciclare il più possibile: ad esempio le casse per trasportare la frutta e la verdura possono essere riutilizzate dopo un lavaggio speciale con disinfestazione. Alcuni materiali di plastica possono essere trattati e riutilizzati per fare anche arredi per le case o vestiti.

Tu cosa puoi fare?

Quando bevi non buttare il bicchiere di plastica ma riutilizzalo, usa la cannuccia il meno possibile e quando vai in gita mangia con i piatti e le posate fatte di materiale compostabile. E’ compostabile una sostanza che può essere trasformata in un’altra sostanza con uso diverso. Ad esempio gli avanzi di cucina possono essere trasformati in una sostanza simile al terriccio che viene usata nell’agricoltura.


LE PAROLE DIFFICILI
ammonticchiati: accumulati.
disinfestazione: liberare da insetti o animali nocivi che fanno male.
terriccio: terra che forma il suolo dei boschi e dei campi.


Stefania Fanucci 


per sapere

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Autore : , 11/09/2019

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