Nicolò e l’isola dei mufloni

Nicolò con Syria, una mamma muflone e i suoi cuccioli

Nicolò e l’isola dei mufloni è una tenera storia di animali per bambini, nata durante una vacanza su un’isola popolata da misteriosi mufloni.
Un racconto illustrato sull’incontro con la natura, sulla curiosità e sulle parole che aspettano ancora di essere inventate. La storia è adatta ai bambini di 6–7 anni e può essere letta online oppure scaricata e stampata gratuitamente in PDF. Nell’ultima pagina, un disegno da colorare.

Nicolò e l’isola dei mufloni: storia per bambini

Quando Nicolò arrivò sull’isola aveva soltanto tre mesi.
Ad aspettarlo c’erano il mare, le montagne, i nonni e tanti amici. Con lui erano arrivati la mamma e il papà. Qualche giorno dopo li avrebbe raggiunti anche lo zio.
Nicolò non sapeva ancora parlare, ma sorrideva benissimo! Sorrideva quando qualcuno lo cullava, quando il vento gli solleticava le guance e persino quando il cappellino gli scivolava sugli occhi.
Tutti si prendevano cura di lui: c’era chi gli faceva ombra, chi inventava smorfie, chi gli raccontava storie e chi lo prendeva in braccio e lo faceva ballare. Anche Syria, il cane di famiglia, lo teneva sempre d’occhio.
Sull’isola vivevano molti mufloni. Almeno, così dicevano tutti…
«Ne ho visto uno vicino al bosco!» raccontava qualcuno.
«Io ne ho incontrati tre lungo la strada!» assicurava qualcun altro.
Ma, quando si andava a cercarli, i mufloni erano già spariti. Forse si nascondevano dietro gli alberi, forse si trasformavano in rocce o forse si lasciavano vedere soltanto da chi decidevano loro.
«Prima che Nicolò riparta, dobbiamo mostrargliene almeno uno!» disse il papà.
Il primo giorno la mamma e il papà fecero fare a Nicolò il suo primo bagnetto nel mare. Il bambino fece una faccia buffa e seria quando sentì l’acqua fresca sulle gambette, ma subito dopo guardò verso l’alto e sorrise…
Proprio allora la mamma notò alcune piccole impronte sulla sabbia, vicino alle rocce. Non erano quelle di un cane e nemmeno quelle di un uccello.
Tutti alzarono lo sguardo. In alto, sulla montagna, apparve la sagoma di un muflone.
L’animale non guardava il mare e nemmeno le persone sulla spiaggia. Guardava proprio Nicolò. Poi scomparve.

Quella sera la compagnia partì alla sua ricerca. Syria camminava davanti a tutti, annusando il terreno.
Vicino a un cespuglio trovò un ciuffetto di lana bruna.
«Un indizio!» esclamò il nonno.
Cercarono tra gli alberi e dietro le rocce, ma non videro nessun animale. Soltanto Nicolò continuava a fissare la montagna e a sorridere.
Da quel giorno, ogni sera tutti tornarono a cercare il muflone. Quando arrivò lo zio, si unì anche lui alle passeggiate e trovò tre sassolini disposti in fila. Un’altra volta scoprirono un ramoscello posato sopra una pietra bianca. Ogni indizio sembrava dire: «Da questa parte!»
Eppure, del muflone, nemmeno l’ombra…

Arrivò così l’ultima sera. Il giorno dopo Nicolò sarebbe partito.
Syria si fermò davanti a uno stretto sentiero e drizzò le orecchie. Sopra una roccia c’era il muflone.
Li osservò, fece qualche passo e poi si voltò, come per invitarli a seguirlo. La compagnia avanzò in silenzio.
Poco più avanti, in un angolo riparato tra gli alberi, c’erano due piccoli mufloni. Ecco che cosa voleva mostrare: i suoi cuccioli!
Tutti rimasero immobili per non spaventarli. Anche Syria si sedette accanto a Nicolò senza abbaiare.
Uno dei piccoli alzò il muso e guardò il bambino. I suoi occhi e quelli di Nicolò brillavano dello stesso colore. Non era soltanto azzurro, verde o marrone… Dentro quel colore c’erano il mare, il cielo, le foglie, l’amore e una gran voglia di sorridere.

La mamma muflone guardò il suo piccolo, poi guardò Nicolò.
«Ecco perché voleva farli incontrare», sussurrò la nonna.
Nicolò regalò al piccolo muflone il suo sorriso più luminoso. Poi la mamma tornò vicino ai cuccioli e insieme scomparvero tra gli alberi.

«Era una femmina di muflone», disse la mamma.
«Allora era una muflona!» esclamò qualcuno.
Lo zio rimase pensieroso. «Muflona? Ma questa parola esiste davvero?»
Nessuno lo sapeva. Del resto, nessuno conosceva nemmeno il nome del colore che Nicolò e il piccolo muflone avevano negli occhi. Forse alcune parole aspettano soltanto che qualcuno le inventi.

E tu, come chiameresti la mamma muflone?
E quale nome daresti a quel colore fatto di mare, cielo, natura, amore e gioia?

Storia da scaricare e stampare

Scarica gratuitamente la storia illustrata Nicolò e l’isola dei mufloni in formato PDF. Il file contiene tre pagine A4 ed è pronto per essere stampato e letto a casa o a scuola.
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