E’ primavera!

Con l’arrivo della primavera prati, boschi e parchi cittadini si riempiono di fiori selvatici (spontanei), così belli che vien voglia di raccoglierli e portarli a casa. Eppure non è una buona idea. Se ogni persona che cammina su un prato fiorito [ppw id=”125865722″ description=”maggio 2022″ price=”0″]raccogliesse un mazzetto di fiori, dopo un po’ di tempo non ne resterebbe neanche uno.

Ma non si tratta solo di lasciare così com’è un bel paesaggio. La vegetazione è una parte fondamentale degli ecosistemi. Grazie ai colori accesi e al profumo, per esempio, i fiori sono frequentati da piccoli animali come gli insetti (pensa alle api), gli uccelli e i pipistrelli che si nutrono del nettare.
Quando ripartono, portano con sé il polline aiutando la pianta a riprodursi. I fiori sono quindi necessari per gli impollinatori.

In Italia, regioni e province proteggono la vegetazione con alcune regole: per alcune piante è vietato estirpare le radici, per altre è proibito ogni tipo di danneggiamento, compresa la raccolta di semi.  Altre piante si possono raccogliere ma con un sistema, per esempio non più di cinque steli a persona.

In ogni caso sappiamo qual è la cosa migliore da fare: ammirare i fiori nel loro ambiente naturale, studiare le foglie, inebriarsi del loro profumo e portarli a casa solo in fotografia!


LE PAROLE DIFFICILI:
ecosistemi: l’insieme delle relazioni che gli organismi viventi e la materia non vivente stabiliscono in un certo ambiente.
nettare: liquido prodotto da alcune piante; è l’elemento succhiato dalle api per la produzione del miele.
polline: polvere di colore giallo che si trova sui fiori.
impollinatori: portare il polline da un fiore all’altro.
estirpare: strappare.
steli: gambi. 
inebriarsi: provare gioia.

Stefania Fanucci

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per sapere

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