Il diritto alla famiglia spiegato ai bambini

Il diritto alla famiglia significa che ogni bambino deve poter crescere con adulti che si prendono cura di lui, lo proteggono e lo accompagnano nella vita. Per spiegarlo ai bambini possiamo partire dai gesti quotidiani: essere aiutati quando si sta male, trovare qualcuno pronto ad ascoltare e sentirsi al sicuro.
La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza tutela i legami familiari e il diritto dei bambini a ricevere cure e protezione. Questi diritti appartengono a tutti, qualunque sia la loro situazione familiare.

Che cosa significa avere diritto a una famiglia?

Per un bambino, la famiglia è il luogo delle relazioni più vicine: le persone con cui condivide le giornate, che lo aiutano a crescere e alle quali può chiedere sostegno. Avere diritto a una famiglia significa poter contare su adulti responsabili del proprio benessere.
Possiamo raccontarlo ai più piccoli con queste parole:

“Hai diritto a crescere con persone che si prendono cura di te. Hai diritto a essere protetto, ascoltato e aiutato quando ne hai bisogno.”

Questo diritto si riconosce in tante situazioni concrete:

  • qualcuno prepara ciò che serve per mangiare e riposare;
  • un adulto si occupa delle cure quando il bambino è malato;
  • le persone che lo accompagnano nella crescita lo aiutano ad andare a scuola;
  • il bambino può raccontare un problema e ricevere ascolto;
  • gli adulti lo proteggono dai pericoli e dai maltrattamenti.

Le famiglie possono essere diverse

Non tutte le famiglie sono uguali. Ci sono bambini che vivono con entrambi i genitori, altri con un solo genitore, con genitori adottivi o con familiari che si prendono cura di loro. Alcuni bambini vengono accolti da una famiglia affidataria.
La composizione della famiglia può cambiare, ma il diritto del bambino a ricevere cura, rispetto e protezione rimane lo stesso. Parlare delle famiglie a scuola significa riconoscere questa varietà, senza indicare un unico modello al quale tutti debbano assomigliare.

Che cosa dice la Convenzione sui diritti dell’infanzia?

Diversi articoli della Convenzione riguardano la vita familiare:

  • Articolo 7: il bambino ha diritto, nella misura del possibile, a conoscere i propri genitori e a essere accudito da loro.
  • Articolo 9: il bambino non deve essere separato dai genitori contro la loro volontà, salvo quando le autorità competenti stabiliscono che la separazione è necessaria nel suo interesse. Se vive separato da uno o da entrambi i genitori, ha diritto a mantenere rapporti con loro, a meno che questo sia contrario al suo interesse.
  • Articolo 18: i genitori hanno la responsabilità di crescere il bambino e gli Stati devono sostenerli in questo compito.
  • Articolo 20: un bambino che non può vivere nel proprio ambiente familiare ha diritto a una protezione e a un’assistenza speciali, con cure alternative adeguate.

Il punto centrale è sempre il benessere del bambino: le decisioni che lo riguardano devono tener conto della sua sicurezza e dei suoi bisogni.

Quando un bambino non può vivere con i genitori

A volte i genitori non possono occuparsi del proprio figlio oppure l’ambiente in cui vive non è sicuro. In queste situazioni il bambino continua ad avere tutti i suoi diritti e deve ricevere aiuto e protezione.
Per spiegarlo in classe possiamo dire: “Se un bambino non può vivere con i propri genitori, gli adulti devono trovare un modo sicuro per prendersi cura di lui”. Non è necessario raccontare situazioni drammatiche per far comprendere questo principio.

Come spiegare il diritto alla famiglia nella scuola primaria

Una conversazione sui gesti di cura permette di affrontare il tema senza chiedere ai bambini di raccontare aspetti privati della propria vita. Si può partire da un personaggio inventato e domandare:

  • Di che cosa ha bisogno questo bambino per crescere bene?
  • Come può aiutarlo un adulto quando è preoccupato?
  • Quali gesti gli fanno capire che qualcuno si prende cura di lui?

Le risposte possono essere raccolte intorno a tre parole: cura, ascolto e protezione. Ogni bambino può scegliere una parola e illustrarla con un disegno.

Per accompagnare la conversazione puoi leggere la poesia sul diritto alla famiglia di Bruno Tognolini oppure proporre le schede da colorare sui diritti dei bambini.
Anche l’albero della mia famiglia può diventare un’attività utile: lascia ai bambini la libertà di rappresentare le persone importanti per loro e di scegliere se condividere il lavoro con la classe.
Per continuare il percorso trovi la scheda sui diritti dei bambini da stampare gratuitamente e la raccolta di frasi sui diritti dei bambini.

Riferimento: Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, articoli 7, 9, 18 e 20 – UNICEF Italia.