Le Paralimpiadi Invernali sono molto più di una competizione sportiva: raccontano storie di coraggio, inclusione, amicizia e sogni che non si arrendono. Qui trovi una storia sulle Paralimpiadi invernali per bambini, pensata per la scuola primaria e adatta anche alla scuola dell’infanzia. È un racconto semplice e coinvolgente, perfetto da leggere in classe o a casa.
Paralimpiadi invernali spiegate ai bambini con una storia
Le Olimpiadi Invernali e le Paralimpiadi Invernali sono due grandi eventi sportivi legati tra loro. Le Olimpiadi coinvolgono atleti provenienti da tutto il mondo, mentre le Paralimpiadi sono dedicate agli atleti con disabilità. Entrambe condividono gli stessi valori: impegno, rispetto, collaborazione e desiderio di superare i propri limiti. Se vuoi conoscere anche la nascita delle Olimpiadi sulla neve, puoi leggere la nostra storia delle Olimpiadi invernali per bambini.
Attraverso la storia di Leo, i bambini scoprono che ognuno può trovare il proprio modo di “scendere in pista”: con i propri tempi, le proprie forze e con l’aiuto degli altri. Un modo dolce per parlare di rispetto, determinazione e inclusione.
La storia da leggere: La montagna che ascoltava i sogni
Nel piccolo paese di Nevechiara, tra montagne altissime e pini coperti di ghiaccio, viveva Leo.
Leo amava la neve. Amava il rumore degli sci sulla pista, l’aria fredda che pizzicava il naso e il sole che faceva brillare tutto come zucchero a velo.
Quando era più piccolo, però, un incidente gli aveva cambiato la vita. Da quel giorno si muoveva su una carrozzina. All’inizio pensava che non avrebbe più potuto sciare.
Un pomeriggio d’inverno, mentre guardava la pista dal fondo valle, la nonna gli disse:
— Sai, Leo, la montagna ascolta i sogni. Ma bisogna avere il coraggio di raccontarglieli.
Leo sospirò.
— Il mio sogno è sciare di nuovo… ma non posso.
Proprio in quel momento arrivò Marta, la maestra di educazione fisica, con un grande sorriso.
— Certo che puoi! Hai mai sentito parlare delle Paralimpiadi Invernali?
Leo scosse la testa.
— Sono gare sportive come le Olimpiadi, ma dedicate agli atleti con disabilità. Ci sono sciatori, snowboarder, giocatori di hockey su ghiaccio, atleti che fanno biathlon e curling. Ognuno con il proprio talento, ognuno con il proprio modo di affrontare la neve. Alle Paralimpiadi non conta quello che manca… conta quello che sai fare.
Gli occhi di Leo iniziarono a brillare.
Qualche settimana dopo, provò per la prima volta uno speciale sci con sedile, chiamato mono-ski. All’inizio aveva paura. Il cuore batteva forte e le mani tremavano.
— E se cado? — chiese.
— Ti rialzi — rispose l’allenatore. — Qui impariamo che cadere non è un fallimento. È parte del viaggio.
Leo scese piano. Poi un po’ più veloce. Poi ancora più sicuro.
Quando arrivò in fondo alla pista, non stava solo sorridendo. Stava ridendo di gioia.
Passarono gli anni e Leo continuò ad allenarsi. Alcuni giorni aveva un po’ di paura quando la pista era ripida. Ma scendeva lo stesso, piano piano. E così capì che essere coraggiosi non significa non avere paura… significa scegliere di provarci comunque.
Ci furono giorni in cui era stanco e avrebbe voluto restare sotto le coperte. Però si metteva il casco e andava ad allenarsi. Allenamento dopo allenamento imparò che quando non ti arrendi, diventi sempre un po’ più forte di ieri.
Prima di ogni gara salutava gli altri atleti con un sorriso. Dopo la gara si facevano i complimenti, anche se uno aveva vinto e l’altro no. Leo capì che nello sport è importante rispettare gli altri, ma anche rispettare se stessi e il proprio percorso.
Nel villaggio degli atleti c’erano persone tutte diverse, ognuna con la propria storia. Ma ognuno era importante. Ognuno aveva il suo posto. E questa era la cosa più bella.
E quando si incoraggiavano a vicenda, sembrava che la neve brillasse di più. Perché da soli si può andare veloci… ma insieme si arriva più lontano.
Un giorno arrivò una lettera ufficiale. Leo era stato selezionato per partecipare alle Paralimpiadi Invernali.
Quando arrivò nel villaggio degli atleti, vide bandiere provenienti da tutto il mondo. Lingue diverse, sorrisi diversi, storie diverse. Ma tutti avevano qualcosa in comune: avevano trasformato una difficoltà in una forza.
La sera prima della gara, Leo guardò la montagna.
— Ti ricordi il mio sogno? — sussurrò.
La montagna, silenziosa e maestosa, sembrava rispondere con un soffio di vento.
Il giorno della gara Leo non arrivò primo. Arrivò terzo. Ma quando salì sul podio, con la medaglia al collo e la folla che applaudiva, capì una cosa importantissima: la vera vittoria non era la medaglia. Era essere lì. Era non aver smesso di credere. Era aver scoperto che ognuno di noi può brillare, anche in modo diverso.
Tornato a Nevechiara, Leo raccontò la sua esperienza ai bambini della scuola.
— Le Paralimpiadi mi hanno insegnato che non esiste una sola strada per arrivare in cima. Ognuno ha il suo percorso. E ogni percorso merita rispetto.
Da quel giorno, nel paese, nessuno disse più: “Non puoi”. Dissero invece: “Proviamo insieme?”
E la montagna continuò ad ascoltare i sogni di tutti.
Storia da stampare con disegno da colorare
Vuoi trasformare la lettura in un’attività completa? Puoi stampare la storia e usare l’illustrazione di Leo come disegno da colorare: un modo semplice per rielaborare il racconto e parlare dei suoi valori in modo naturale.


Scarica la storia in PDF da stampare
Perché leggere questa storia a scuola
Questa storia è utile in classe perché permette di parlare di sport e inclusione con parole semplici e immagini vicine ai bambini. È un ottimo punto di partenza per attività di educazione civica, per progetti sul rispetto delle differenze e per riflettere sul valore della collaborazione.
Puoi usarla:
- come lettura ad alta voce (circle time o in aula)
- per avviare una conversazione guidata su coraggio, amicizia e rispetto
- come attività creativa con il disegno da colorare
- come spunto per un cartellone o una piccola “bacheca dei valori” della classe



















































Lascia una risposta