Il pugilato

Il pugilato, chiamato anche nobile arte, è uno sport da combattimento che mette a confronto due atleti che si affrontano all’interno di un ring (uno spazio delimitato da corde orizzontali), colpendosi a  pugni chiusi (protetti da appositi guantoni). Il combattimento dura un periodo di tempo determinato fino all’indebolimento dell’avversario o al suo atterramento (ko).

La boxe moderna risponde a regole rigorose come l’uso obbligatorio di guantoni, la durata di ogni ripresa (o round), il knock out (che segna la fine dell’incontro) e la divisione degli atleti in diverse categorie di peso. Queste regole hanno cercato di rendere gli incontri di pugilato meno violenti, trasformando la boxe in una disciplina di destrezza, abilità e velocità.

UN PO’ DI STORIA…
Il pugilato è uno degli sport più antichi conosciuti e la storia antica è colma di riferimenti a combattimenti ed incontri di lotta.  I greci, che consideravano la lotta con i pugni uno sport completo, lo introdussero come nuova disciplina nella XIII edizione delle Olimpiadi antiche, nel 688 s.C..
Dopo una fase di declino, è in Inghilterra, nel XVIII secolo, che questo tipo di lotta inizia a dotarsi di regole, passando da combattimento cruento a disciplina sportiva. Gli incontri dell’epoca erano, infatti, molto diversi da quelli di oggi: il perimetro di combattimento era delimitato dagli spettatori e i due pugili si battevano a pugni nudi, ad oltranza, fino all’annientamento di uno dei due. Dobbiamo a Jack Broughton, campione d’Inghilterra del pugilato, il primo codice di disciplina e l’inserimento dei guantoni. Broughton, più intelligente che forte, introdusse la tecnica del colpire e ritirarsi o fermarsi e bloccare il colpo dell’avversario, per cercare un’armonia tra difesa e attacco. La difesa diventa più importante dell’attacco.

LA TECNICA
La tecnica del pugilato si basa fondamentalmente su tre colpi:

  • Il diretto: è un colpo che colpisce con la mano del braccio più davanti o facendo ruotare il corpo nel senso del pugno e colpendo con l’altra mano. Questo colpo può essere usato per disturbare, bloccare, per preparare un colpo successivo o come colpo potente.
  • Il gancio: è il colpo finale per eccellenza, potente ed eseguito a corta distanza, caratterizzato dall’angolo retto formato dal braccio.
  • Il montante: è un colpo dato dal basso in alto, usato, in genere, nel corpo a corpo.

Oltre ai colpi offensivi, il pugilato richiede notevoli doti di agilità, velocità, forza e resistenza necessarie a l’equilibrio tra aspetto offensivo e difensivo di questo sport. L’allenamento è quindi completo perché comprende resistenza, agilità, miglioramento della forza fisica e della massa muscolare.

Un incontro di pugilato è diviso in più riprese chiamate “round”.

LE CATEGORIE
I pugili si dividono in pugili dilettanti e pugili professionisti. In entrambi i casi le categorie sono sia maschili che femminili e suddivise in categorie di peso.

In Italia, i pugili dilettanti sono suddivisi in aspiranti, schoolboys, cadetti, juniores e seniores. Il pugile dilettante non combatte a scopo di lucro e indossa caschetto protettivo, e guanti antishock.  I pugili professionisti si dividono invece in tre serie, ognuna con un numero determinato di round da combattere.

IL PUGILATO ALLE OLIMPIADI
Il pugilato è uno dei pochi sport presenti ai Giochi olimpici antichi e ancora disputato nelle Olimpiadi moderne. Londra 2012 inaugura l’entrata della boxe femminile nel programma olimpico.  Le donne pugili saranno suddivise in tre categorie di peso (mosca, leggeri e medi) mentre quelle maschili sono da undici (mosca leggeri, mosca, gallo, piuma, leggeri, superleggeri, welter, medi, mediomassimi, massimi e supermassimi).

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