Il lupo e l’agnello

Il lupo e l'agnelloIl lupo e l’agnello favola attribuita a Fedro e Esopo racconta di un lupo prepotente che volendo attaccare briga con un agnello lo accusa di sporcare l’acqua che sta bevendo. Smentito dall’evidenza del fatto che l’agnello, abbeverandosi più a valle, non può imbrattarla, il lupo lo accusa di avere sparlato di lui qualche tempo addietro. L’agnello fa allora notare che non era ancora nato a quel tempo ma il lupo conclude: “Se non sei stato tu, sarà stato tuo padre!”. E lo divora…

Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello.
Il lupo era più a monte, mentre l’agnello beveva a una certa distanza, verso valle.
La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: “Perché osi intorbidarmi l’acqua?”
L’agnello tremando rispose: “Come posso fare questo se l’acqua scorre da te a me?”
“E’ vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole”.
“Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato”.
“Allora” riprese il lupo “fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie”. Quindi saltò addosso all’agnello e se lo mangiò.
Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.

Più tardi, la favola è stata riproposta dal celebre autore Jean de La Fontaine, in questa versione:

La favola che segue è una lezione
che il forte ha sempre la miglior ragione.
Un dì nell’acqua chiara d’un ruscello
bevea cheto un Agnello,
quand’ecco sbuca un lupo maledetto,
che non mangiava forse da tre dì,
che pien di rabbia grida: “E chi ti ha detto
d’intorbidar la fonte mia così?
Aspetta, temerario!”  “Maestà,” –
a lui risponde il povero innocente,
“s’ella guarda, di subito vedrà
ch’io mi bagno più sotto la sorgente
d’un tratto, e che non posso l’acque chiare
della regal sua fonte intorbidare. “
“Io dico che l’intorbidi,” – arrabbiato
risponde il Lupo digrignando i denti, –
“e già l’anno passato
hai sparlato di me.” “Non si può dire,
perché non ero nato,
ancora io succhio la mammella, o Sire.”
“Ebbene sarà stato un tuo fratello.”
“E come, Maestà?
Non ho fratelli, il giuro in verità.”
“Queste son ciarle. È sempre uno di voi
che mi fa sfregio, è un pezzo che lo so.
Di voi, dei vostri cani e dei pastori
vendetta piglierò.”
Così dicendo, in mezzo alla foresta
portato il meschinello,
senza processo fecegli la festa.

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