Il diritto alla famiglia

La Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia riconosce ad ogni bambino il  diritto ad avere una famiglia. Si tratta di un diritto importante perché permette ad ogni piccolo individuo di avere una storia e, sopra ogni cosa, gli offre un perimetro di protezione contro la violazione dei suoi diritti. La famiglia, infatti, è il primo scudo protettivo di ogni bimbo.

La famiglia, sono prima di tutto i genitori. Ed i genitori sono le prime persone in grado di agire per conto del bambino e farne rispettare i diritti. I bambini separati dai genitori diventano facilmente vittime della violenza altrui, dello sfruttamento, della tratta, della discriminazione e di ogni tipo di maltrattamento.

Il diritto ad una famiglia significa:

  • Il diritto di conoscere i propri genitori biologici
  • Il diritto a essere cresciuti dai propri genitori
  • Il diritto di vivere con i propri genitori
  • Il diritto di vedere i propri genitori
  • Il diritto alla protezione della propria vita privata
  • Il diritto a essere adottati
  • Il diritto a un livello di vita decente

Gli Stati devono fare in modo di permettere ed assicurarsi che ogni bambino non sia separato dai propri genitori contro la propria volontà. Nel mondo, esistono numerosi casi di bimbi abbandonati, privati della loro famiglia d’origine e dei genitori. Il loro unico sistema di difesa è, spesso, di raggrupparsi in bande di bambini che vivono per strada. E, per sopravvivere, l’unica possibilità resta la prostituzione, il furto o la partecipazione alla violenza… 
I bambini abbandonati a se stessi sono, inoltre, facili vittime di malnutrizione, violenza e sfruttamento.

Tutte le nostre attività per capire i diritti dei bambini:
Schede da colorare per illustrare alcuni diritti fondamentali
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3 Commenti a Il diritto alla famiglia

  1. Paolo Fassione scrive:

    Sono belle parole ma restano tali, Mio figlio è la rappresentazione vivente che i bambini non hanno diritto ad una famiglia. il 9/4 di quest’anno è morta mia madre che si occupava di mia sorella affetta da sindrome di down con grave deficienza mentale. Gli assistenti sociali della mia città mi hanno tolto all amia mia famiglia incluso mio figlio e costretto ad abbandonare anche il lavoro (essendo un autonomo è mancata ogni forma di reddito alla mia famiglia) mi hanno vietato di prendere una badante o di procedere ad un ricovero. ora doo quasi 5 mesi i risparmi stanno finendo, l’eredità, poca è bloccata perchè la burocrazia impone tempi lunghissimi.
    e bloccata è anche la pensione di mia sorella perchè era su un conto cointestato con mia madre.
    ora io ho perso i clienti ed ogni forma di sostentamento, mio figlio (9 anni) già affetto da disturbi del comportamento è convinto che io l’abbia abbandonato, mia moglie ha una malattia non curabile degenerativa del tessuto connettivico che la porta ad avere dolori agli arti e perdita dell vista.
    Ma per gli assistenti sociali e gli psichiatri della ASL il fatto che io fossi un autonomo definisce che non avevo un lavoro neppure prima, e per tanto non è imputabile alla attuale situazione il mio, mancato sostentamento, il fatto che a mio figlio sia vietato un padre non è un problema di loro competenza, l’Amministatore di sostegno è vincolato al volere degli assinti socliali, I quali mi hanno vietato:
    – una badande
    – un ricovero
    – di ordinare la casa di mia sorella e renderla più abitabile
    mi concedono 4 ore alla settimana per uscire di casa, e se procedo in autonomia ad iniziative mi hanno detto che mi denunciano per abbandono o coercizione d’incapace.
    quelli diritti ha una famiglia? nessuno? chi si interessa alla mia situazione viene messo a tacere e gli avvocati mi dicono che non ci sono spiragli.
    Smettiamola di parlare di diritto delle famiglie e dei bambini, essi come noi non ne abbiamo, adesso sono senza un reddito senza la possibilità di mantenre mglie figlio e sorella, inizierò a vendere l’auto ma anche soci facendo quanto duriamo? le tasse si devono pagare le bollette pure, e siccome l’anno passato avevo un reddito io non ho diritto a nulla perchè l’ISEE è sul reddito del 2014.
    Grazie Italia una nuova vittima presto sulla tua coscienza

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    • Cose per Crescere scrive:

      Capisco il vostro dolore e le vostre difficoltà e non potendo entrare nel merito della decisione presa dagli assistenti sociali, non so cosa consigliarti. Mi dispiace tanto.
      Questo articolo ha per unico scopo quello d’informare e raccontare quello che prevede la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia.

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  2. anastasia scrive:

    io penso che questo diritto sia molto giusto perché io fui abbandonato dai miei genitori all età di 13 anni e da li nessuno mi accolse per dormire e mangiare

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