Cenerentola

Cenerentola: testo da stampareCenerentola è una fiaba per bambini narrata in tantissime versioni e in quasi ogni parte del mondo. La storia è nata probabilmente in Cina (o secondo altre fonti nell’Antico Egitto) e compare in numerose tradizioni popolari. In Occidente, le versioni più note sono quelle di Giambattista Basile, di Charles Perrault e dei fratelli Grimm. Oltre al famoso film d’animazione di Walt Disney del 1950.
Oltre al testo, vi proponiamo una versione della favola illustrata con due disegni da colorare, da scaricare e stampare gratuitamente.

C’era una volta una fanciulla buona e bellissima, figlia di un gentiluomo molto ricco. Un giorno la mamma morì e il gentiluomo si risposò con una donna che aveva due figlie. Dopo qualche tempo, anche il padre della fanciulla morì e lei rimase sola con la matrigna cattiva e le due sorellastre, Genoveffa e Anastasia, che si rivelarono cattive e invidiose. La matrigna decise che, da quel giorno, la bambina avrebbe dovuto svolgere solo i compiti più umili e faticosi. Le sorelle cattive presero tutti i suoi bei vestiti e le diedero una vecchia palandrana grigia da indossare. Per questo motivo tutti la chiamavano Cenerentola.
Di notte, Cenerentola doveva dormire su un pagliericcio vicino al camino e alla cenere e, al mattino, alzarsi all’alba, accendere il fuoco, portare l’acqua, pulire, cucinare, lavare… e per giunta, le sorellastre gliene facevano di tutti i colori! La sua sola compagnia erano topolini e uccellini che la tenevano allegra. Nonostante ciò, Cenerentola era sempre gentile e sorridente.
Un bel giorno, arrivò un invito del Re che invitava tutte le fanciulle del regno ad un ballo in onore di suo figlio il Principe. Le sorellastre, eccitatissime all’idea d’incontrare il principe, chiamarono Cenerentola perché le aiutasse a prepararsi e la matrigna, che non poteva negare l’invito a Cenerentola le disse “Potrai andare solo quando avrai finito tutte le faccende di casa”. La fanciulla lavorò tutto il giorno mentre le sorellastre cattive la prendevano in giro perché non avrebbe mai avuto un vestito da indossare per il ballo. E Cenerentola piangeva in silenzio… Non sapeva che i suoi amichetti gli stavano cucendo un meraviglioso abito da ballo.
Quando la videro arrivare così bella e ben vestita, Genoveffa e Anastasia saltarono sulla povera ragazza e le strapparono tutto il vestito! Ma… con un “Bibidi, bobidi, bu!” apparve la fata sua madrina che con un colpo di bacchetta magica trasformò il vestito strappato nel più bel vestito che si fosse mai visto e una zucca dell’orto in una sontuosa carrozza. Ma c’era una condizione: “Stai attenta Cenerentola, tutta questa magia finirà a mezzanotte precisa, devi tornare prima, mi raccomando. E adesso vai, corri al ballo!”
L’ingresso della ragazza a palazzo reale lasciò i presenti stupefatti, tanta era la bellezza di questa splendida sconosciuta. I violinisti smisero di suonare ed il principe le andò subito incontro, fissandola incantato. I due giovani danzarono tutta la notte sotto gli occhi invidiosi di tutte le fanciulle presenti fino a quando Cenerentola vide un orologio e si accorse che era quasi mezzanotte. Fece una reverenza e fuggì via, perdendo una delle scarpine di cristallo che indossava.
Il principe era disperato e voleva assolutamente ritrovare la fanciulla di cui si era perdutamente innamorato ed il re ordinò che si provasse la scarpina a tutte le fanciulle del regno, fino a quando la bella sconosciuta non fosse stata trovata.
Un granduca, incaricato dal re, arrivò a casa di Cenerentola, e, nonostante gli sforzi delle due sorellastre per dimostrare che la scarpina era di una di loro, ci si accorse subito che i loro piedoni erano troppo grossi per entrare in quella delicata scarpina…
Quando arrivò il turno di Cenerentola, la matrigna infuriata fece inciampare l’aiutante del granduca e la scarpina si ruppe. Ma Cenerentola aveva conservato la seconda scarpina e la tirò fuor: era proprio perfetta per il suo piedino!
Cenerentola fu subito portata al castello, dove si celebrarono le nozze tra lei e il principe, che vissero per sempre felici e contenti.

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Autore : , 19/08/2017

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